{"id":1677,"date":"2017-02-04T13:10:09","date_gmt":"2017-02-04T12:10:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.notoinforma.it\/?p=1677"},"modified":"2017-03-21T16:37:06","modified_gmt":"2017-03-21T15:37:06","slug":"festa-e-processione-del-santo-patrono-san-corrado-a-noto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.notoinforma.it\/?p=1677","title":{"rendered":"Festa e processione del Santo Patrono San Corrado"},"content":{"rendered":"<p><script async src=\"\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js\"><\/script> <!-- Responsiv --><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><script>\n(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script> Tra le pi\u00f9 belle feste siciliane c&#8217;\u00e8 certamente quella di San Corrado, patrono e protettore della citt\u00e0 di Noto, la cui processione si volge ogni anno due volte (quattro considerando le &#8220;Ottave&#8221;, ovvero le domeniche successive) il 19 febbraio, in ricordo della sua morte, e l&#8217;ultima domenica di agosto, in cui viene ricordata la beatificazione del Santo avvenuta il 28 agosto del 1515.&#160;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione di queste festivit\u00e0, l&#8217;urna argentea contenente le spoglie mortali del santo, accompagnata dalle Confraternite e dai &#8220;Cilii&#8221;, grandi ceri decorativi sostenuti da fusti di legno che rappresentano la storia della sua vita, viene portata a spalla dai Fedeli Portatori, seguono la Banda Musicale e i fedeli, tra cui alcuni che scelgono di fare il loro voto nel &#8220;viaggio scausu&#8221; (viaggio scalzo) dalla propria citt\u00e0 della diocesi sino al centro storico. La domenica successiva, Ottava della festa, nel pomeriggio, si svolge nuovamente la processione del santo patrono. Ogni dieci anni l\u2019urna di San Corrado viene portata sempre in solenne processione fino all\u2019Eremo di S. Corrado Fuori le Mura, Santuario dedicato al Santo, che si trova a 5 km dalla citt\u00e0.<br \/>\nMomenti di grande commozione e partecipazione popolare per la festa pi\u00f9 sentita dell&#8217;anno. In prossimit\u00e0 dei festeggiamenti in onore di San Corrado, nella Cattedrale gremita di devoti, l\u2019urna del Santo viene traslata dal luogo in cui \u00e8 custodita, nella cappella a lui dedicata, ed esposta in modo da essere visibile a tutti i fedeli. L\u2019urna, una volta svelata, viene spostata dalla cappella laterale, all\u2019altare maggiore dove resta esposta fino alla fine dei festeggiamenti. A portare e scortare l\u2019urna nel breve giro interno della Cattedrale tra i banchi dei fedeli, sono i fedeli portatori di San Corrado ed i portatori dei cilii.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/images\/2017\/02\/Senza-titolo-1io.jpg\" width=\"1300\" height=\"752\" alt=\"Senza titolo 1io\" \/>&#160;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-ooY-tW8L6A\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curiosit\u00e0<\/strong>. Le origini dei cilii non sono molto note, ma sembra che siano l&#8217;evoluzione degli intorci grandi, voluti dal canonico netino Pietro Ansaldo nel 1620. Difatti questi lasci\u00f2 una cospicua rendita per abbellire la processione del 19 febbraio che lo stesso canonico definiva come la vera festa, dato che tale giorno segnava la morte del Santo. All&#8217;origine erano previsti solo due intorci grandi portati dai devoti del Santo, che anno per anno venivano aumentati di due fino al raggiungimento di dodici unit\u00e0. Certo non si parla di &#8220;cilii&#8221; veri e propri, ma l&#8217;introduzione di questi intorci grandi che avrebbero dovuto illuminare l&#8217;arca argentea di San Corrado, possono essere considerati la  nascita dei &#8220;cilii&#8221; che noi oggi vediamo. Il termine &#8220;cilii&#8221; viene menzionato, per la prima volta, solamente nella descrizione della processione di San Corrado fatta da Giuseppe Pitr\u00e8 in &#8220;Feste Patronali in Sicilia&#8221; del 1900.<br \/>\nL&#8217;idea del canonico Pietro Ansaldo di far fermare il numero dei &#8220;cilii&#8221; a dodici fu ben presto superata, infatti l&#8217;inserimento dei &#8220;cilii&#8221; fu ben accolto dalle famiglie nobiliari del tempo che la fecero a gara per possedere un proprio &#8220;cilio&#8221; , ritenendo motivo d&#8217;orgoglio la partecipazione alle processioni di San Corrado con un &#8220;cilio&#8221; del proprio casato, che spesso veniva portato da un loro familiare o da un loro servitore. Oggi la maggior parte dei &#8220;cilii&#8221; sono di propriet\u00e0 degli stessi portatori, ci\u00f2 nonostante vi \u00e8 ancora qualcuno che porta il &#8220;cilio&#8221; per conto di qualche famiglia nobile come ad esempio quello del Principe Nicolaci di Villadorata che \u00e8 stato affidato all&#8217;associazione &#8220;portatori dei Cilii&#8221; per essere portato in processione. Oggi tutti i portatori dei &#8220;cilii&#8221; sono associati e vestono un&#8217;unica divisa che per la processione di febbraio \u00e8 costituita da un giubbino di colore verde, colore scelto in quanto uguale al drappo che adorna l&#8217;urna di San Corrado al di sotto dei grifoni, e da scarpe e pantaloni neri, mentre per la processione di agosto, la divisa \u00e8 costituita da una polo di colore bordeaux, colore scelto in quanto uguale ai colori della bandiera della citt\u00e0 di Noto, e da pantaloni e scarpe nere.&#160;<\/p>\n<h5 class=\"right\"><a href=\"\/images\/2017\/02\/San-Corrado.jpg\" title=\"San Corrado\" rel=\"lightbox[slideshow]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/images\/2017\/02\/200\/San-Corrado.jpg\" width=\"200\" height=\"269\" alt=\"San Corrado\" \/><\/a><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biografia di San Corrado<\/strong>. Corrado Confalonieri (Calendasco, 1290 \u2013 Noto, 19 febbraio 1351) fu un penitente, terziario francescano e pellegrino, condusse una vita anacoretica, da eremita; \u00e8 venerato come santo dalla piet\u00e0 popolare, \u00e8 un beato per la Chiesa cattolica che ne celebra la memoria liturgica il 19 febbraio. &#160;<br \/>\nDiscendeva dalla nobile casata dei Confalonieri che, oltre ad abitare in Piacenza, avevano vasti feudi assegnati loro quale privilegio di essere una famiglia guelfa fedele alla Chiesa. Era dunque un nobile cavaliere,&#160;<em>&#8220;salvato dal foco per mano di Dio&#8221;<\/em>, che decise di farsi eremita in Sicilia in seguito ad uno spiacevole evento di giovent\u00f9: nei dintorni del paese, in una zona fitta di boscaglie (la tradizione parla di Case Bruciate, vicino a Carpaneto Piacentino &#8211; anche se recenti studi indicano una nuova localit\u00e0 sita tra San Nicol\u00f2, frazione di Rottofreno, e Calendasco &#8211; e questa vasta area agricola di circa 200 pertiche piacentine \u00e8 chiamata col nome di &#8216;La Bruciata&#8217;), Corrado si trovava a caccia con una compagnia di amici e familiari. Quel giorno la caccia non diede buon esito e Corrado ordin\u00f2 di appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la cacciagione ma, complice il forte vento, il fuoco in un attimo bruci\u00f2 tutto ci\u00f2 che incontrava, tra cui boschi, case e capanne. Spaventati ed impotenti di fronte a questo evento, Corrado e i suoi scapparono verso casa, decisi a non far trapelare la verit\u00e0. Non appena la notizia si propag\u00f2 in citt\u00e0, si credette che l&#8217;incendio fosse stato appiccato dai Guelfi per colpire l&#8217;attuale governanza ghibellina e subito si scaten\u00f2 la caccia al responsabile, che venne individuato in un povero contadino. La notizia della condanna colp\u00ec l&#8217;animo di Corrado, che non riusciva a darsi pace per quello che era successo a causa sua. Non esit\u00f2 quindi ad interrompere il corteo punitivo ed a chiedere udienza al Signore di Piacenza, al quale dichiar\u00f2 la propria colpevolezza, subendo la pesantissima pena della confisca di tutti i terreni per risarcire il danno fatto (in quanto nobile, evit\u00f2 le punizioni corporali).<br \/>\nQuesto evento segn\u00f2 profondamente la vita di Corrado, che negli anni successivi si avvicin\u00f2 sempre pi\u00f9 alla fede: vest\u00ec infatti l&#8217;abito penitenziale francescano ritirandosi nell&#8217;eremo nei pressi di Calendasco (detto del &#8220;gorgolare&#8221; da uno storico siculo) e guidato da frate Aristide. Essendo infatti l&#8217;hospitale di questi fraticelli sulle terre presso il suo feudo calendaschese, egli ben conosceva il loro esemplare modo di vita, affidato tutto alle sole parole del Vangelo.<br \/>\nFu cos\u00ec che Corrado, in accordo con la moglie Giovannina, decisero entrambi di votarsi alla religione: lui francescano terziario, lei clarissa. Nel progredire nel suo stato religioso ebbe modo di riflettere sulla sua scelta fino a prendere la decisione di lasciare Piacenza e tutte le cose materiali per dedicarsi alla propria anima ed alle cose eterne, cos\u00ec che, intorno al 1315, lasci\u00f2 la citt\u00e0.<br \/>\nNel suo lungo peregrinare, eremita itinerante secondo la tradizione francescana, Corrado attravers\u00f2 l&#8217;Italia verso sud, pregando sulle tombe degli Apostoli a Roma, finch\u00e9 non giunse nella sua meta definitiva, Noto, intorno al 1340. Qui leg\u00f2 una stretta amicizia con Guglielmo Buccheri, gi\u00e0 scudiero di Federico II d&#8217;Aragona, che le vicende della vita portarono a fare una scelta d&#8217;eremitaggio simile a Corrado. Buccheri ospit\u00f2 Corrado nelle cosiddette Celle, un quartiere isolato nei pressi della Chiesa del Crocifisso, dove rimase per circa due anni, per poi ricominciare le sue peregrinazioni quando il suo eremitaggio fu compromesso dalle sempre pi\u00f9 numerose genti che chiedevano preghiere e consigli.<br \/>\nCorrado si trasfer\u00ec nella Valle dei Pizzoni, zona remota e desertica, il suo unico pensiero era avvicinarsi a Dio. La sua era una vita ascetica al pari dei grandi Padri del deserto.<br \/>\nCorrado mor\u00ec nella sua grotta il 19 febbraio 1351 con al suo fianco il confessore. Il racconto narra di un trapasso avvenuto in ginocchio e in preghiera con gli occhi al cielo, posizione mantenuta anche dopo il trapasso, mentre una luce avvolgeva la Grotta dei Pizzoni. Inoltre, si tramanda che le campane della citt\u00e0 si misero a suonare da sole. <br \/>\nOggi l&#8217;eremo di S. Corrado ingloba la grotta dell&#8217;eremita, una nuda grotta rocciosa ove visse in preghiera e contemplazione. Nell&#8217;eremo vi \u00e8 anche un bel Museo con esposti gli ex voto per le grazie ricevute, quali ad esempio arti artificiali: una testimonianza concreta della continua grazia che i devoti ricevono per intercessione di san Corrado.<br \/>\nVenne seppellito nella Chiesa di San Nicol\u00f2 a Noto Antica, secondo le sue volont\u00e0. In seguito il corpo venne traslato nella Cattedrale di Noto dove \u00e8 venerato da parecchi secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/images\/2017\/02\/santuario-san-corrado.jpg\" width=\"1110\" height=\"803\" alt=\"santuario san corrado\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Miracoli<\/strong>. Vengono attribuiti a San Corrado alcuni miracoli:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Durante una delle sue visite a Noto, Corrado incontr\u00f2 un suo vecchio conoscente, il nobile Antonio Sessa di Daverio, il quale soffriva da tempo di ernia. Alla vista dell&#8217;amico dolorante, Corrado ne ebbe compassione e, dopo aver pregato per lui, questi immediatamente guar\u00ec dai suoi dolori.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Un altro avvenimento miracoloso \u00e8 considerata la guarigione del figlioletto di un amico sarto, che soffriva anch&#8217;egli di un&#8217;ernia assai sviluppata.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 famoso rimane il cosiddetto miracolo dei Pani, che Corrado avrebbe compiuto durante la terribile carestia che colp\u00ec la Sicilia negli anni 1348-1349, causata dalla peste nera che imperversava. Secondo la leggenda, in quel periodo, chiunque si rivolgesse a Corrado, non tornava a casa senza un pane caldo, impastato direttamente dalle mani degli Angeli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beatificazione<\/strong>. L&#8217;iter relativo alla beatificazione di Corrado Confalonieri di Piacenza \u00e8 assai ricco di sviluppi. Gi\u00e0 subito dopo la morte si avviarono le procedure, per le quali il vescovo locale poteva procedere all&#8217;elevazione agli altari di una persona vissuta in virt\u00f9 eroiche testimoniate oltre che dalla vita stessa anche da persone viventi che lo avevano conosciuto. Lo stesso vescovo di Siracusa (sotto la cui cura ricadeva all&#8217;epoca anche la citt\u00e0 di Noto), aveva assistito personalmente al miracolo dei pani compiuto da Corrado: il vescovo accert\u00f2 di persona che egli viveva in una grotta nelle montagne netine senza nulla di ci\u00f2 che serve alla vita comune, eppure Corrado porse al vescovo del pane caldo e fragrante, meravigliando lo stesso che ne riport\u00f2 fedele memoria. Subito dopo la morte dell&#8217;eremita si diede inizio alla causa. Sospesa poi per cause legate ad eventi politici e civili, riprese nel 1400, ancora nel 1500 e si concluse positivamente. Fu beatificato da papa Leone X nel 1515.<br \/>\nPapa Urbano VIII concesse Ufficio e Messa propria agli Ordini Francescani il 12 settembre 1625, mentre a Piacenza il 2 giugno 1625 con decreto del cardinale Odoardo Farnese si pose giorno di Festa feriale obbligatoria il 19 febbraio con solenne Pontificale in Cattedrale. Intanto nel 1612 nella cattedrale piacentina si era eretta una suntuosa cappella affrescata; nel 1617 si eresse una cappella in Calendasco.<\/p>\n<p>&#160;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le pi\u00f9 belle feste siciliane c&#8217;\u00e8 certamente quella di San Corrado, patrono e protettore della citt\u00e0 di Noto, la cui processione si volge ogni anno due volte (quattro considerando le &#8220;Ottave&#8221;, ovvero le domeniche successive) il 19 febbraio, in ricordo della sua morte, e l&#8217;ultima domenica di agosto, in cui viene ricordata la beatificazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1678,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,68],"tags":[73,74,69,76,75,92,91,77,70,71,93,72],"class_list":["post-1677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosa-vedere-a-noto","category-feste-principali","tag-cilii","tag-corrado-confalonieri","tag-festa","tag-festa-religiosa","tag-feste-di-sicilia","tag-folklore","tag-portatori-di-san-corrado","tag-processione","tag-san-corrado","tag-santo-patrono","tag-tradizione","tag-urna-argentea","node node-blog clearfix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1677"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1972,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1677\/revisions\/1972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.notoinforma.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}