Percorrendo la Via Ducezio arrivando così dietro la Piazza Trigona, troviamo tra le Vie Ducezio e Vicerè Speciale una bella chiesa barocca consacrata alla “Madonna dell’Arco” (il cui culto proviene dalla Campania, in particolare da Pomigliano d’Arco, grosso centro in provincia di Napoli). Quest’edificio sacro anche se è meno noto ai turisti, è ugualmente da visitare poiché, seppur isolato dalla direttrice del turismo, è una delle principali chiese barocche piuttosto importanti dal punto di vista artistico e storico in quanto questa chiesa, progettata da Rosario Gagliardi, aveva la primitiva funzione di Chiesa Madre prima della costruzione della Cattedrale di San Nicolò. Dietro di essa vi era il Convento occupato dai Frati Cistercensi che fu anche la prima sede della Diocesi di Noto fino a quando non venne completato l’attuale Palazzo Vescovile. Di questo convento resta solo l’arcata d’ingresso (recante delle merlature e una greca decorata con rosette) che conduce all’ex Chiostro dell’antico Monastero cistercense, di cui resta solo una piccola ala occupata da abitazioni private. 
La facciata presenta un ricco portale avente ai lati due pregevoli colonne tortili che sostengono un arco spezzato, recante al centro lo scudo simbolo dell’ordine cistercense. La sovrastante finestra è incorniciata da splendidi motivi geometrici e floreali scolpiti a bassorilievo (si tratta della più bella finestra barocca della Provincia di Siracusa). Ai lati si levano quattro grandi pilastri i cui capitelli, in stile corinzio, sostengono il robusto frontone sormontato da due torrette campanarie che affiancano un corpo semicircolare con cartigli a spirale.
All’interno la navata è unica, adornata da splendidi stucchi murali. Le pale d’altare e i dipinti della volta sono del Carasi (1757), mentre sulla parete dell’abside è collocata la tela della “Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme” di Antonio Manno (1797). Inoltre c’è una cassa-reliquiario contenente le ossa del “Beato Nicolò Morengia”, che fondò a Noto Antica, nel lontano 1212, la prima Abbazia dei Cistercensi, andata poi distrutta nel terremoto dell’11 Gennaio 1693. Da ammirare infine i due splendidi “balconi” che si affacciano sul Presbiterio: essi erano il “Coro” della Chiesa, da cui i Monaci Cistercensi assistevano alla Funzione e comunicano con l’area presbiteriale tramite due ingressi sormontati da splendidi timpani spezzati di elegante gusto barocco.

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